17 dic, 2008
Nuove norme per il turismo a Venezia
Posted by: Luca Grillo In: Leggi ed obblighi| Turismo| Uno sguardo all'Italia
Sempre piu’ bed & breakfast e sempre meno residenti? L’equazione non e’ sempre vera per Venezia, perche’ tale forma di ricettivita’, nonostante il suo indubbio proliferare, puo’ essere anche un’occasione per incentivare la residenzialita’, purche’ controllata con normative ad hoc. Ne e’ convinta Mara Rumiz, assessore alle politiche della casa del Comune veneziano, intervenendo ad un convegno.
”Credo che per un turismo intelligente sia fondamentale incontrare una citta’ viva, fatta non solo di monumenti e luoghi da visitare, ma anche di gente che la abita e di negozi che forniscano servizi essenziali, non solo souvenir: il mio obiettivo e’ assicurare a Venezia un futuro di citta’ normale all’interno del suo straordinario patrimonio culturale.”
Secondo Mara Rumiz, cideve essere ”un’alleanza forte” tra chi ha un occhio aperto alla citta’ e chi vi risiede e vi lavora con attivita’ rivolte ai turisti. Tra le attivita’ ricettive, pero’, l’assessore preferisce fare un distinguo: ”Effettivamente il proliferare dei bed & breakfast ha comportato una sottrazione di appartamenti affittati ai residenti, ma in alcuni casi l’apertura di tale struttura ha consentito ai proprietari di grandi appartamenti di ottenere le risorse per mantenerli, continuando a vivere in citta’ ed effettuando le necessarie manutenzioni straordinarie.
Venezia apre a bed&breakfast, ma servono norme ad hoc
Piu’ problematica – ha aggiunto – e’ l’apertura di affittacamere, spesso al di la’ delle norme: purtroppo i patti territoriali concordati, con canoni ridotti ma correlati vantaggi a carico del Comune, per chi affitta a residenti, non hanno trovato attuazione, con conseguente sottrazione di appartamenti affittati, dedicati solo ai turisti senza incremento di residenzialita’. Ben vengano invece in molti casi i grandi alberghi, se consentono di evitare il degrado di ampi palazzi storici che, senza tale destinazione, non potrebbero essere mantenuti”.
”Per me – ha continuato Mara Rumiz – il turista che si ferma in citta’ fa bene alla citta’, perche’ la apprezza nella sua complessita’, la usa nei servizi e nelle stesse attivita’ commerciali che usano i residenti e soprattutto aiuta a determinare la scala dei servizi per la citta’.
Quando si parla di calo dei residenti, non va dimenticato che accanto ai 90.000 abitanti di centro storico ed isole, ci sono 20.000 tra studenti e professori, oltre ai turisti che qui si fermano: in questa chiave, e’ assolutamente importante stabilire un rapporto continuativo con le associazioni di categoria, definendo insieme i protocolli, perche’ l’obiettivo e’ comune”.
Da ultimo, pero’, l’assessore ha espresso una richiesta: ”Venezia ha una specificita’ unica nel Veneto, e quindi non possono valere per noi le stesse regole del resto della Regione. Non possiamo chiedere di porre dei vincoli generali a tutto il Veneto, per il quale risulterebbero senza senso, solo per salvaguardare Venezia, ma chiediamo che in Regione venga riconosciuta tale specificita’ per consentirci di definire normative ad hoc per meglio governare il nostro particolare contesto”.