07 apr, 2008
Libera professione: un’avventura o un rischio? 1-PARTE
Posted by: Luca Grillo In: Senza categoria
Quanti di voi si saranno posti il quesito?
Con i salari sempre più bassi, i contratti sempre più precari, le spese che crescono mentre le buste paga vengono svuotate fino alla miseria.
“Forse mi converebbe mettermi in proprio!”
“Così non dovrei più ne sentire ne vedere quelle brutte faccie dei miei colleghi!”
“E finalmente potrò dire al boss quello che penso di lui dopo anni da dipendente!”
“E sopratutto, verrò pagato per quello che effettivamente produco, non più e non meno!”
“Ho trovato una miniera d’oro!!!”
Mai detto fu più azzeccato: ma è davvero tutto oro ciò che luccica?
Probabilmente no.
Lasciare un posto con contratto fisso (e per fisso intendo “INDETERMINATO”, parola che tra qualche anno verrà cancellata anche dai dizionari), è davvero un rischio, a fronte di un’avventura che già alla partenza sembrerebbe la trama di un nuovo capitolo di Indiana Jones.
Ma andiamo con ordine.
Dopo un grazie di tutto e un arrivederci (in alcuni casi un “a mai più arrivederci”), si tagliano i legami con il passato. Attendete con ansia l’ultima busta paga, con la liquidazione che segna il capitolo conclusivo della vostra esperienza lavorativa.
Bene.
Cosa vogliamo fare? Abbiamo le idee chiare? Sappiamo cos’è un business plan e come svilupparlo? Siamo in grado di fare una dettagliata analisi del mercato di riferimento?
Se la risposta ad una qualsiasi di queste domande è negativa, allora forse faremmo meglio a richiamare velocemente la segretaria del boss è richiedere con voce commossa di essere ripreso nella “grande famiglia” (previa crociffisione in sala mensa…)!
Invece, se avete in mente un progetto già ben chiaro e delineato, di cui avete già individuato aspetti positivi e negativi (e fidatevi, gli aspetti negativi ci sono sempre), è ora di fare il primo passo verso la nuova vita.
Ci rechiamo presso un ufficio della camera di commercio della nostra città.
Non abbiamo avuto fortuna: l’unico in grado di darci informazioni precise lavora solo due giorni alla settimana, per 2 ore al giorno. Ok, non è un problema, ripasseremo tra qualche giorno.
Una settimana dopo….
Bene, dopo una fila interminabile finalmente abbiamo parlato con un’esperto in materia. Mi ha saggiamente consigliato di fare un’analisi di tutti i punti cardine del mio progetto, individuare punti di forza ed eventuali punti di debolezza (di nuovo?), dopodichè mi spiega un pò come funziona il mercato del lavoro in Italia (tasse all’inizio, poi ancora tasse, a fine anno altre tasse, e poi tasse sul guadagno) e mi riempie la mano di bigliettini e brochure. Naturalmente mi invita ad andarlo a trovare nuovamente per ulteriori consigli o perplessità (ed a rifare 3 ore circa di fila) e mi lascia il numero di qualche consulente esterno.
Uscendo da quella porta le mie idee sono molto più chiare: prima ancora di iniziare la mia attività, devo spendere un pò di soldini, a prescindere se io voglia aprire un negozio di articoli sportivi o voglia aggiustare computer a domicilio.
Per fortuna, anni di duro lavoro mi hanno permesso di mettere qualcosina da parte, quindi non mi fermerò di certo d’innanzi a questo piccolo inconveniente…