Conclusi gli studi, con diploma e (magari) laurea conseguita, ci si deve per forza di cose aprire verso un nuovo mondo: il lavoro.
Magari già durante il percorso di studi si è già dovuto affrontare questo argomento, tra stage e qualche lavorino part-time.
Ma adesso le cose diventano più serie!
Queste le possibilità per chi dovrà intraprendere un nuovo percorso lavorativo:
1- Presentazione delle “domande” alle aziende: con la speranza dell’assunzione presso qualche azienda privata, si iniziano ad inviare decine e decine di curriculum vitae, con filtri che possono variare dal territorio preso in considerazione (solo la propria città così come tutta Italia o anche l’estero) al settore di competenza/preferenza. Mentre prima la laurea era un lasciapassare, ora invece anche per i neolaureati essere assunti, senza prima aver mandato decine di cv, è diventata un’utopia. Certo, nel caso si riuscisse a strappare un’assunzione con contratto a tempo indeterminato (in questo tempo molto raro), il tempo sprecato a fare colloqui e a compilare modelli word, verrebbe ripagato.
2- Partecipazione a concorsi pubblici: forse la strada più facile per entrare nel mondo di lavoro; tra forze armate, sanità, pubblica amministrazione (e chi più ne ha più ne metta), ogni giorno ci sono nuovi concorsi con bando pubblico. A volte queste strada può essere prefenziale rispetto alla candidatura per un lavoro in azienda privata: ad esempio per un concorso nelle forze armate non sono richieste conoscenze specifiche se non una buona cultura generale, mentre gli aspetti importanti sono assegnati a fattori fisici/psicologici. Probabilmente quindi la scelta migliore per chi non è riuscito precedentemente a realizzare un percorso di studi soddisfacente o per chi ormai ha perso la speranza di trovare un lavoro, dopo aver spedito 200 cv.
3- Libera professione: dal mio punto di vista, la scelta più soddisfacente. Se da un lato bisogna combattere con numerose variabili (guadagno, spese,mercati) e, almeno all’inizio, comporta non poche difficoltà, nel lungo periodo potrebbe sicuramente dare più soddisfazione rispetto alle altre due scelte prime elencate (naturalmente, in base alle proprie attitudini personali, ognuno può pensare il contrario di quello che ho affermato). Da considerare anche che, seguendo questo percorso, si potrà lavorare nel proprio settore di preferenza, regole di mercato ed esigenze personali permettendo. Oltre a tutto ciò, per alcune (limitate) tipologie di attività, vi sarà la possibilità di gestire anche il tempo del lavoro: sarà il professionista a decidere quanto tempo dedicare alla propria attività lavorativa, senza l’obbligo di dover richiedere un permesso al proprio capo; naturalmente vale l’equazione: non lavoro = non guadagno. Naturalmente quest’avventura richede oltre che uno spiccato spirito di iniziativa ed intraprendenza, delle conoscenze approfondite del settore in cui ci si dovrà applicare (nonchè un investimento iniziale di capitale).