Mondo Impresa

08 apr, 2008

Business Plan: cos’è, tra miti e leggende

Posted by: Luca Grillo In: Senza categoria

Chi è già entrato nel mondo dell’imprenditorialità sicuramente saprà di cosa sto parlando; di business plan ne avrà sviluppati a decine.

Chi invece si sta per affacciare solo ora in questo mondo, ne avrà al massimo solo sentito parlarne.

Onestamente, prima di iniziare la mia avventura imprenditoriale, sentivo parlare di questo business plan come un mostro tentacolare. Solo super esperti del settore con 8 lauree in economia, statistica, matematica, e gestione aziendale, sapevano realizzare un business plan vincente.

La pratica è molto diversa.

Certo, un minimo di conoscenze in materia bisogna averlo, probabilmente qualche libro ( e anche qualcosa in più) bisogna averlo letto e bisogna aver fatto già pratica con altri progetti. E, come per ogni cosa, i risultati iniziali saranno molto diversi da quello che ci si aspetta.

Ma su come si realizza un business plan vorrei concentrarmi in un futuro post.

Adesso, per rispettera il titolo di questo post, cercherò di spiegare nella teoria (poca) e pratica (molta) cos’è a grandi linee un business plan e perchè lo si fa.

Inizio col dire che esso, benchè non obbligatorio per l’apertura fiscale di una ditta individuale o di un partita iva, è caldamente consigliato per evitare di dover chiudere la propria attività dopo soli pochi mesi di gestione.

Come la dicitura inglese suggerisce, il business plan non è altro che un progetto su carta di come l’imprenditore ha intenzione di svolgere la sua attività, andando a scoprire ed evidenziare tutti i punti favorevoli e (sopratutto) i punti sfavorevoli.

Anche se le linee guida sono a grosso modo simili, esso cambierà a seconda che si tratti di una piccola azienda familiare o di una grossa multinazionale; ma, ripeto, i punti trattati saranno molto simili, a cambiare saranno ovviamente i numeri.

A parere strettamente personale, il business plan ha tre scopi principali chiari e precisi:

  • fare una analisi della situazione finanziaria di base e valutare tutti gli investimenti necessari
  • prevedere la situazione economica dopo che l’impresa ha preso vita
  • avere un’idea ancora più chiara dopo la stesura

I primi due punti saranno fondamentali per l’imprenditore per capire se quello che vuole fare può avere o meno speranza di esistere (e sopravvivere o dominare) nel mercato attuale, oppure se è meglio cambiare progetti o eventualmente lasciar perdere.

Il terzo punto, molte volte, evidenzierà situazioni e problematiche che l’imprenditore, prima della stesura del progetto, non aveva considerato.

Inoltre, tali progetti su carta, diventano praticamente fondamentali quando si sceglie di formare società complesse oppure nel caso si volesse richiedere un finanziamento pubblico.

In questi casi, studiare un business plan scadente o non all’altezza del progetto, può comportare al crollo di tutta l’operazione o al rifiuto del finanziamento.

Ma visto che in questo stesso post avevo promesso più pratica che teoria, un esempio devo farlo.

Supponiamo che un giovane imprenditore abbia intenzione di aprire un piccolo albergo in una zona della sua città.

Cosa dovrebbe analizzare nel suo business plan?

Bè prima di tutto il territorio: la popolazione, il tipo di economia locale, se la zona è un meta di visitatori ed eventualmente in che periodi.

In secondo luogo la concorrenza, che solitamente in questo settore è molto agguerrita. Con che numeri si presenta la concorrenza? E, cosa ancora più importante, quali sono i punti forti di cui la concorrenza si può vantare?

Inoltre, un progetto simile richiederà degli investimenti iniziali abbastanza elevati e finanziamenti continui.

Insomma, queste sono a grandi linee le basi su cui basare il proprio business plan. Ovviamente non è così semplice come descritto qui in poche righe; i progetti su carta sono solitamente di decine di pagine e richiedono più giorni per essere completati e rivisiti.

Non dimenticatelo: un business plan sbagliato o fatto in fretta può essere il primo passo verso un fallimento dischiarato.

Post collegati:

No Responses to "Business Plan: cos’è, tra miti e leggende"

Comment Form



MondoImpresa.biz