Ancor prima del business plan, ancor prima del contatto con il commercialista, ancor prima di iniziare qualsiasi operazione, ogni imprenditore dovrebbe stilare un personale “bilancio delle competenze”.
A cosa serve?
Presto detto: a valutare direttamente le caratteristiche personali dell’individuo, da ben considerare nel momento in cui si sceglierà di intraprendere un’attività anzichè un’altra.
Ecco quello che bisognerebbe studiare di se stessi allo scopo di redigere un completo e personale bilancio delle competenze:
- capacità e competenze: la prima domanda da porsi è: cosa sono capace di fare? Una buona dose di capacità e competenze arriveranno prima di tutto con gli studi, poi con l’approfondimento della materia di studio, e poi, ancor più di tutte, con l’esperienza sul campo. Questo campo è uno dei più importanti nel bilancio delle competenze.
- motivazione: quanto meno questo fattore ha la stessa importanza del fattore competenze; infatti è la motivazione che ti darà l’energia e la voglia di affrontare le sfide quotidiane. Sarà la motivazione a darti la forza di convivere con colleghi antipatici o a darti l’energia per svegliarti ogni mattina e continuare la tua sfida imprenditoriale.
- interessi: cosa mi piacerebbe fare? ecco la successiva domanda da porsi. Anche qui, bisogna riflettere attentamente sulla risposta da dare, magari rileggendo le risposte date precedentemente a competenze e motivazione; infatti, trovare un’interesse che vada a collegarsi come l’anello di una catena, alla propria motivazione e alle proprie capacità, significa che quantomeno avrete una possibilità di giocarvi le vostre chance.
- personalità: l’insieme delle caratteristiche caratteriali di una persona e come queste vengono fuori a contatto con altre personalità e con il mondo intorno. Avere una personalità forte probabilmente vi metterà in contrasto con altre personalità con la stessa caratteristica, ma allo stesso modo vi capiterà raramente di “abbassare la testa”.
- valori: sono alla base della vita, ma ogni persona sceglie quali adottare: l’uomo che vuole potere probabilmente farà meglio ad indirizzarsi verso una carriera da dirigente o da politico, con il rischio di passare molti anni della sua vita a cercare uno spazio “tutto suo” che invece non c’è, ma anche con la convinzione che, se il suo sogno si avverasse, la “caccia” al proprio valore sarebbe completa, e la persona si sentirebbe sicuramente più appagata; al contrario, l’uomo che ritiene importante la tranquillità personale, cercherà un lavoro più modesto ma anche più immediato da trovare (a patto di possedere la giuste dosi di competenze, motivazioni, personalità, e sopratutto, fortuna).
- modalità di lavoro: probabilmente a questo punto le strade si dovranno dividere: se siete alla ricerca dell’autonomia dovrete guardare a qualcosa di diverso dal lavoro come dipendente, se invece siete alla ricerca di qualche lavoro part-time o viceversa di un lavoro “classico” che vi occupi gran parte della giornata, potreste trovare quello che volete con una bella firma su un contratto da dipendente (magari con la voce “A TEMPO INDETERMINATO” in evidenza) presso qualche azienda o ente pubblico.
- punti negativi e positivi: l’insieme di tutti i campi precedentemente esposti, in quel che, a parere personale, vengono ritenuti fattori positivi o negativi (la forte personalità, ad esempio, può essere ritenuta, a seconda del soggetto e delle situazioni, una caratteristica positiva oppure negativa).