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	<description>L'informazione al servizio della comunità</description>
	<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 07:37:00 +0000</pubDate>
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		<title>Partnership milionaria per la costruzione di Yatch</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 07:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cinquanta aziende, di cui ventotto toscane e dodici livornesi, diventeranno partnership del gruppo Azimut Benetti per la costruzione dei mega yacht, già nel portafoglio di ordini pluriennali del cantiere. La notizia arriva in un momento particolare, quando la crisi economica globale sta mettendo in difficoltà molte grandi industrie.

Ma la nautica di lusso, quella nella quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquanta aziende, di cui ventotto toscane e dodici livornesi, diventeranno partnership del gruppo Azimut Benetti per la costruzione dei mega yacht, già nel portafoglio di ordini pluriennali del cantiere. La notizia arriva in un momento particolare, quando la crisi economica globale sta mettendo in difficoltà molte grandi industrie.<br />
<span id="more-151"></span><br />
Ma la nautica di lusso, quella nella quale il gruppo Benetti è leader mondiale, continua a sfornare i gioielli per gli armatori. &#8220;Siamo molto soddisfatti — afferma Vincenzo Poerio amministratore delegato del gruppo Benetti — di questo prossimo accordo che, nonostante il difficile momento per il mercato della nautica, ci permette di trasformare la congiuntura sfavorevole in una vera e propria opportunità di crescita per Livorno&#8221;. </p>
<p>L’accordo permetterà alle aziende locali di svilupparsi, per offrire prodotti sempre più innovativi. La partnership, in corso di stipulazione, si legge nella nota stampa, produrrà anche un abbattimento dei costi diretti di produzione, riducendo le inefficienze e aumentando la competitività sul mercato, del cantiere livornese. La parola d’ordine sarà mantenere gli attuali standard di qualità, che mettono il Gruppo Benetti al vertice della nautica di lusso. Si tratta di una sfida importante, soprattutto per le imprese locali che, diventando partner del prestigioso marchio, dovranno onorare la collaborazione per i prossimi anni, garantendo alla Benetti la capacità di effettuare lavorazioni in linea con gli standard di qualità fino ad oggi rispettati.</p>
<p>Il Gruppo Azimut Benetti ha chiuso l’anno con un valore della produzione pari a 960 milioni di euro ha investito su Livorno 100 milioni di euro, superano i 70 milioni di euro previsti dall’accordo di programma; di questi 700mila euro sono stati spesi per la messa in funzione del bacino galleggiante mentre i restanti sono stati indirizzati alla riconversione del cantiere ed allo sviluppo delle risorse umane.</p>
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		<title>50 milioni di euro a favore delle aziende agricole</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 12:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei prossimi giorni l&#8217;Agenzia regionale di Basilicata per le erogazioni in agricoltura (Arbea) eroghera&#8217; 50 milioni di euro a circa 20 mila aziende agricole, in attesa dei pagamenti per le ultime annate agrarie. E, dopo aver siglato nei giorni scorsi la convenzione tra Arbea e la societa&#8217; Sin (Sistema informatico nazionale), sara&#8217; velocizzato il crono-programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni l&#8217;Agenzia regionale di Basilicata per le erogazioni in agricoltura (Arbea) eroghera&#8217; 50 milioni di euro a circa 20 mila aziende agricole, in attesa dei pagamenti per le ultime annate agrarie. E, dopo aver siglato nei giorni scorsi la convenzione tra Arbea e la societa&#8217; Sin (Sistema informatico nazionale), sara&#8217; velocizzato il crono-programma dei pagamenti. Queste le due novita&#8217; emerse durante il tavolo &#8216;verde&#8217;, riunitosi pochi giorni fa a Matera, nella sede della Regione Basilicata.<br />
<span id="more-149"></span></p>
<p>All&#8217;incontro, presieduto dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Vincenzo Viti, hanno partecipato anche il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Pietro Quinto, i responsabili di Alsia e Arbea e le organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri.</p>
<p>Durante il tavolo si e&#8217; discusso dell&#8217;immediato avvio dei bandi del Piano di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013, per un ammontare complessivo, tra investimenti pubblici e privati, di 845 milioni di euro. Per quanto riguarda i fondi appartenenti al precedente Programma 2000-2006, e da rendicontare entro il 30 giugno prossimo, l&#8217;assessore Viti ha fatto presente che potranno essere impegnati circa 58,5 milioni per altri investimenti nel settore. </p>
<p>Viti, inoltre, ha invitato le organizzazioni professionali a far pervenire al piu&#8217; presto le loro proposte sulla legge di riordino della governance agricola regionale, in modo da concertare l&#8217;intervento. Prioritario, secondo l&#8217;assessore regionale, anche il rilancio della ricerca applicata in agricoltura in attuazione dell&#8217;Accordo quadro con il Cra (Consiglio nazionale delle ricerche in agricoltura), che coinvolgera&#8217; tutti gli enti di ricerca e, secondo quanto concordato, anche le rappresentanze del mondo agricolo. &#8220;Il Tavolo verde sara&#8217; riunito con cadenza mensile -ha affermato Viti- e dovra&#8217; ragionare sulle questione concrete, le emergenze, fornire le linee e le priorita&#8217; da affrontare affinche&#8217; il settore primario, che in Basilicata e&#8217; strategico, possa ricevere la giusta attenzione&#8221;.</p>
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		<title>Imprenditori, cala la fiducia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 10:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Statistiche e Raccolta dati]]></category>

		<category><![CDATA[Uno sguardo all'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; in forte caduta a dicembre la fiducia delle imprese che operano nel commercio, nelle costruzioni e nei servizi di mercato.
Per quanto riguarda il commercio, segnala l&#8217;Isae, l&#8217;indice e&#8217; sceso da 96,9 a 88,8 sui minimi dall&#8217;ottobre 2001.

E il deterioramento e&#8217; piu&#8217; forte nella grande distribuzione: l&#8217;indicatore destagionalizzato peggiora infatti da 95,8 a 93 nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in forte caduta a dicembre la fiducia delle imprese che operano nel commercio, nelle costruzioni e nei servizi di mercato.<br />
Per quanto riguarda il commercio, segnala l&#8217;Isae, l&#8217;indice e&#8217; sceso da 96,9 a 88,8 sui minimi dall&#8217;ottobre 2001.<br />
<span id="more-140"></span><br />
E il deterioramento e&#8217; piu&#8217; forte nella grande distribuzione: l&#8217;indicatore destagionalizzato peggiora infatti da 95,8 a 93 nella distribuzione tradizionale e da 97,1 a 87,2 in quella &#8220;moderna&#8221;, attestandosi, in quest&#8217;ultimo caso, sui minimi dal giugno 2002.<br />
Nel settore delle costruzioni l&#8217;indice diminuisce per il terzo mese consecutivo, passando da 77,8 a 67 sul livello piu&#8217; basso registrato dal dicembre 1998.<br />
Inoltre continua ad aumentare, per il terzo mese consecutivo, il numero di imprenditori che afferma di aver trovato limitazioni all&#8217;attivita&#8217; di impresa, soprattutto a causa dell&#8217;insufficienza della domanda.<br />
Fiducia in calo anche nei servizi di mercato dove l&#8217;indicatore si posiziona a -26 da -23 dello scorso mese a causa del marcato peggioramento dei giudizi sugli ordini. Recuperano, mantenendosi negativi, i saldi relativi alle previsioni su ordini e tendenza dell&#8217;economia italiana. L&#8217;indice si attesta su valori negativi sia nei principali macrosettori, sia nelle ripartizioni territoriali pur con lievi differenza: sale a -25 (da -27) nei servizi alle famiglie e a -49 (da -52) in quelli finanziari; peggiora, per contro, nei servizi alle imprese (a -26, da -19).<br />
Nel dettaglio territoriale la fiducia recupera nel Nord Est (a -23, da -24) e al Sud (a -71, da -85) e scende a -27 (da -23) nel Nord Ovest e a -8 (da -2) al Centro.</p>
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		<title>Artigianato: in Lombardia è gestito da under 35</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 09:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Statistiche e Raccolta dati]]></category>

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		<description><![CDATA[(Adnkronos) - &#8220;Per essere realmente competitivi e restare al passo con i mercati concorrenti e&#8217; necessario puntare in maniera forte e decisa sulla formazione dei nostri giovani e sull&#8217;innovazione delle nostre aziende&#8221;. Guido Cesati, segretario generale di APA-Confartigianato Milano, parte da questa considerazione per tracciare un bilancio di fine anno e guardare al futuro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) - &#8220;Per essere realmente competitivi e restare al passo con i mercati concorrenti e&#8217; necessario puntare in maniera forte e decisa sulla formazione dei nostri giovani e sull&#8217;innovazione delle nostre aziende&#8221;. Guido Cesati, segretario generale di APA-Confartigianato Milano, parte da questa considerazione per tracciare un bilancio di fine anno e guardare al futuro del settore dell&#8217;artigianato e delle piccole imprese. A Milano e provincia sono oltre 93.000 le aziende che operano in questo comparto.<br />
<span id="more-142"></span><br />
 &#8221;E sono il motore trainante della nostra economia -sottolinea Cesati-. Quindi, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, devono essere considerate come una risorsa irrinunciabile per lo sviluppo complessivo di Milano, della Lombardia e dell&#8217;intero Paese&#8221;.</p>
<p>&#8221;Realta&#8217; produttive -prosegue Cesati- che stanno affrontando la crisi con grandi sforzi e senso di responsabilita&#8217;. Bene, dunque, i provvedimenti del Governo sull&#8217;IVA e a favore dell&#8217;accesso al credito, ma senza dimenticare la necessita&#8217; di interventi in altri ambiti, come la sburocratizzazione e l&#8217;innovazione&#8221; Un dato su tutti: un recente sondaggio commissionato da Confartigianato a ISPO (su un campione di 1.200 soggetti tra artigiani e cittadini) ha rilevato che per il 45% degli intervistati e&#8217; necessario ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere ad obblighi amministrativi. Ma Confartigianato, in vista del 2009, punta soprattutto sui giovani e sulla loro formazione. Un patrimonio fondamentale, da non disperdere, se si considera che nell&#8217;intera Lombardia oltre il 30% delle nuove imprese artigiane e&#8217; gestito da ragazzi e ragazze &#8216;under 35&#8242;.</p>
<p>&#8221;Il nostro settore -conclude Cesati- propone ai giovani sbocchi professionali interessanti, offerte tradizionali ma anche molto innovative. Artigiani dunque che realizzato mobili o vetrate classiche ma che possono anche puntare sulle nuove tecnologie, diventando ad esempio webmaster. Dobbiamo dunque proseguire ed intensificare i rapporti con le Istituzioni locali, provinciali e regionali per far si&#8217; che a questi ragazzi vengano offerti tutti gli strumenti possibili per cogliere le opportunita&#8217; messe a disposizione dal nostro comparto&#8221;.</p>
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		<title>Aziende italiane più verdi!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 08:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Aziende italiane virtuose. Il 33% delle imprese italiane adotta politiche “verdi” all’interno dei propri processi produttivi. Il 20% ha intenzione di promuovere attività ecocompatibili mentre solo il 6% non ha intenzione di adottare alcuna politica verde. Sono questi alcuni dei dati (confortanti) che emergono dallo studio condotto dalla società di recruiting Robert Half Finance &#038; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aziende italiane virtuose. Il 33% delle imprese italiane adotta politiche “verdi” all’interno dei propri processi produttivi. Il 20% ha intenzione di promuovere attività ecocompatibili mentre solo il 6% non ha intenzione di adottare alcuna politica verde. Sono questi alcuni dei dati (confortanti) che emergono dallo studio condotto dalla società di recruiting Robert Half Finance &#038; accounting sui dipendenti di aziende di tutte le dimensioni.<br />
<span id="more-134"></span><br />
Un terzo delle aziende italiane, quindi, ha già implementato delle attività volte al rispetto dell’ambiente. Un valore per ora sotto la media mondiale (42%), ma destinato a crescere. È infatti sopra la media il numero delle aziende che, a detta degli intervistati - manager del finance e della ricerca e sviluppo - stanno definendo delle politiche ambientali da implementare a breve (20% il dato Italia contro il 17% media mondiale). Ma quali sono le attività attuate per il rispetto dell’ambiente dalle aziende del nostro Paese? Primo fra tutti, un maggior rispetto per i consumi energetici che coinvolge ben il 66% delle imprese: in primis l’uso di lampadine a basso consumo e una maggiore sensibilizzazione dei dipendenti. Un valore addirittura superiore alla media mondiale (64%).</p>
<p>Seguono i programmi di riciclo inclusi nei processi produttivi per il 56% delle aziende e l’utilizzo di carta riciclata per il 54%. Poi, un quinto circa delle aziende ha un piano di conservazione e risparmio dell’acqua. Tra le modalità più originali e innovative si rilevano invece l’incentivazione all’uso dei mezzi pubblici attraverso il rimborso del costo dei biglietti utilizzati per raggiungere l’ufficio, attuato dal 22% delle imprese, e la digitalizzazione dei documenti, con conseguente risparmio nell’uso di carta, per il 12%. Sono ancora poche invece le imprese che optano per la compensazione delle emissioni di CO2 emesse nell’ambiente come conseguenza delle proprie attività. Solo il 7% delle aziende, infatti, sostiene piani di rimboschimento o altre iniziative analoghe.</p>
<p>Infine, mentre il 15% delle aziende dichiara di considerare le politiche ambientali all’interno di un più ampio programma di responsabilità sociale d’impresa, nessuna di quelle considerate dallo studio ha scelto la strada della certificazione Iso 14001 per dichiarare l’impegno concreto nel minimizzare l’impatto ambientale dei propri processi, prodotti e servizi.</p>
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		<title>Imprese marchigiane in caduta</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 17:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Statistiche e Raccolta dati]]></category>

		<category><![CDATA[Uno sguardo all'Italia]]></category>

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		<category><![CDATA[Ascoli Piceno]]></category>

		<category><![CDATA[Camera di Commercio]]></category>

		<category><![CDATA[fallimento]]></category>

		<category><![CDATA[impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Macerata]]></category>

		<category><![CDATA[Pesaro Urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[Vertiginoso aumento nel 2008 delle imprese marchigiane che hanno dichiarato il falllimento. In tre province su quattro l&#8217;incremento è stato superiore al 100%; fa eccezione solo Macerata, che comunque segna un poco felice +58,8%. A rivelare i dati è il Sole 24 ore, che pubblica oggi un’indagine di Cribis.it su dati delle Camere di commercio.

In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vertiginoso aumento nel 2008 delle imprese marchigiane che hanno dichiarato il falllimento. In tre province su quattro l&#8217;incremento è stato superiore al 100%; fa eccezione solo Macerata, che comunque segna un poco felice +58,8%. A rivelare i dati è il Sole 24 ore, che pubblica oggi un’indagine di Cribis.it su dati delle Camere di commercio.<br />
<span id="more-148"></span></p>
<p>In provincia di Pesaro Urbino sono fallite 96 imprese rispetto alle 35 dell’anno precedente, con un aumento del 174,3%. A ruota si posiziona la provincia di Ascoli Piceno, con 152 fallimenti sui 59 del 2007 (+157,6%), seguita da Ancona, che lo scorso anno ha visto chiudere per fallimento 176 aziende rispetto alle 73 dell’anno prima (+141,1%). Va meglio invece, come si diceva, a Macerata e provincia, dove si è passati da 34 a 54 fallimenti.</p>
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		<title>Francia: le aziende pagano lo psicologo ai propri dipendenti</title>
		<link>http://www.mondoimpresa.biz/?p=147</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 09:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gestione e produttività]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i buoni pasto, arrivano i buoni psicologo. Può sembrare uno scherzo, ma non lo è: alcune aziende stanno sperimentando Oltralpe l&#8217;idea di pagare ai loro dipendenti alcune sedute di psicoterapia. Per curare stress, malesseri, difficoltà sul luogo di lavoro. Problemi che riguarderebbero il 5 per cento dei lavoratori transalpini.

L&#8217;idea può far sorridere, ma va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i buoni pasto, arrivano i buoni psicologo. Può sembrare uno scherzo, ma non lo è: alcune aziende stanno sperimentando Oltralpe l&#8217;idea di pagare ai loro dipendenti alcune sedute di psicoterapia. Per curare stress, malesseri, difficoltà sul luogo di lavoro. Problemi che riguarderebbero il 5 per cento dei lavoratori transalpini.<br />
<span id="more-147"></span></p>
<p>L&#8217;idea può far sorridere, ma va invece presa molto sul serio. Da più di una ventina d&#8217;anni le tecniche di management psicologico sono molto diffuse nelle imprese, ma adesso si tratta di fare un altro passo : offrire ai dipendenti in difficoltà la possibilità di ricorrere a uno psicoterapeuta (psicologo, psichiatra, psicanalista) con dei buoni pagati dall&#8217;azienda. E distribuiti anonimamente : chi vorrà far ricorso a questo strumento, infatti, potrà ricorrere alla medicina del lavoro, garentendosi così l&#8217;anonimato. </p>
<p>L&#8217;idea dei buoni è stata lanciata da Asp Entreprises, specializzata nei problemi legati allo stress sul luogo di lavoro. La responsabile della società ha spiegato a Libération che il loro obiettivo è di spingere le aziende a trattare la sofferenza al lavoro &#8220;come tale, qualunque sia la causa&#8221;. E così è nata l&#8217;idea di mettere in pratica un procedimento innovatore. </p>
<p>Chi decide di richiedere i buoni, riceve anche un numero verde da contattare per poter scegliere fra gli psicoterapeuti che hanno aderito all&#8217;iniziativa, in numero ancora limitato, se si eccettuano Parigi e Lione. Si tratta di professionisti sperimentati, che conoscono il mondo aziendale e i suoi problemi. Le sedute vengono pagate con i buoni, interamente a carico del datore di lavoro. Ma attenzione : i buoni valgono solo per risolvere un problema preciso, non per fare una terapia a lungo termine. Al massimo, sono previste dieci sedute: al di là, il lavoratore dovrà pagare di tasca propria. All&#8217;Asp ci tengono a mettere in chiaro questo punto : &#8220;Il ruolo del datore di lavoro non è di finanziare la terapia del dipendente&#8221;. </p>
<p>Preconizziamo un tempo medio che consenta di alleviare certe situazioni professionali, ma quando si entra in un lavoro più personale e intimo, non è l&#8217;azienda a esserne responsabile&#8221;. In pratica, commenta Libération, è un modo per aiutare la gente ad affrontare i propri problemi psicologici, un gesto che molti esitano a compiere soprattutto a causa dei costi. In ogni caso, una legge del 2002 obbliga le aziende a non occuparsi soltanto della salute fisica dei loro dipendenti, ma anche della loro salute mentale : i buoni psicologo sono un primo passo in questa direzione. </p>
<p>L&#8217;iniziativa, tuttavia, suscita anche critiche e reticenze, testimoniate dalle appassionate discussioni su alcuni forum. Per qualcuno, i buoni sono in realtà un metodo offerto alle aziende per disinteressarsi dei problemi legati allo stress e al malessere sul luogo di lavoro, un modo per lavarsene le mani e rifilare il problema agli psicoterapeuti. Una critica con seri fondamenti, visto che a volte lo stress è frutto di una cattiva organizzazione del lavoro e non delle &#8220;debolezze&#8221; dei lavoratori. </p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a></p>
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</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cresce la voglia di fare impresa</title>
		<link>http://www.mondoimpresa.biz/?p=139</link>
		<comments>http://www.mondoimpresa.biz/?p=139#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 09:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Statistiche e Raccolta dati]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono oltre 323 mila le nuove imprese iscritte in Italia nei primi nove mesi del 2008. Tra le province, Roma è prima per numero di nuove iscritte (24.530: pari al 7,6 per cento del numero complessivo di iscrizioni in Italia), tallonata da Milano (23.665: 7,3 per cento del totale) e Torino (14.310, 4,4 per cento).
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 323 mila le nuove imprese iscritte in Italia nei primi nove mesi del 2008. Tra le province, Roma è prima per numero di nuove iscritte (24.530: pari al 7,6 per cento del numero complessivo di iscrizioni in Italia), tallonata da Milano (23.665: 7,3 per cento del totale) e Torino (14.310, 4,4 per cento).<br />
Tra le regioni il podio spetta alla Lombardia (53.539 nuove imprese, il 16,5 per cento del totale italiano), seguita da Lazio (33.254, 10,3 per cento) e Campania (28.492, 8,8 per cento).<br />
Tra i settori, le iscrizioni più numerose si registrano nel commercio (64.365, 20 per cento), nelle costruzioni (52.641, 16 per cento) e nei servizi alle imprese (26.045, 8 per cento). Bene anche l&#8217;agricoltura (24.388, 8 per cento) e il manifatturiero (22.862, 7 per cento).<br />
<span id="more-139"></span><br />
Con 353 mila imprese attive, Milano si conferma prima in Italia per numero di imprese attive, con il 6,7 per cento del totale nazionale. Seguono Roma (4,9 per cento), Napoli (4,3 per cento) e Torino (3,9 per cento). Mentre in un anno crescono di più Roma (più 5,2 per cento), Milano (più 4,3 per cento) e Napoli (più 4,1 per cento).<br />
Complessivamente le imprese italiane attive al terzo trimestre 2008 sono oltre 5,2 milioni, in aumento dell&#8217;1,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. L&#8217;impresa italiana rimane legata al commercio (più di una impresa su quattro: il 27 per cento del totale), all&#8217;agricoltura (17 per cento), alle costruzioni (15 per cento) e al manifatturiero (12 per cento).<br />
Emerge da un&#8217;indagine della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese, tra il terzo trimestre 2007 e il terzo trimestre 2008.</p>
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		<title>Sul rimborso dei crediti priorità alle piccole aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 09:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una particolare attenzione sarà data alle piccole imprese. Saranno loro le principali destinatarie dell&#8217;emendamento al decreto anti-crisi che renderà più facile recuperare i crediti nei confronti della Pubblica amministrazione. Gianfranco Conte, presidente della Commissione Bilancio, conferma che il ritardo dei pagamenti degli uffici pubblici nei confronti del mondo imprenditoriale è una delle priorità che sarà affrontata alla ripresa dei lavori parlamentari. E che sarà nel pacchetto dei possibili emendamenti al decreto.<br />
<span id="more-143"></span></p>
<p>Ad annunciarlo, prima di Natale, sono stati i relatori, Massimo Corsaro e Maurizio Bernardo: le aziende potranno scontare presso le banche i crediti con la Pubblica amministrazione, incassando subito i soldi. «Dobbiamo ancora scrivere il testo, tenendo conto di alcuni paletti: non ci potrà essere un aumento del debito. E non possiamo imporre alle banche per legge di scontare i crediti», spiega Conte, sottolineando che, vista la massa di soldi che le imprese attendono dalla Pa, attorno ai 70 miliardi, bisognerà circoscrivere il campo dell&#8217;intervento.</p>
<p>L&#8217;emendamento, secondo Conte, si potrebbe rivolgere a quegli istituti di credito che faranno ricorso alla sottoscrizione di obbligazioni da parte dello Stato per patrimonializzarsi. In questo caso, tra gli impegni richiesti alle banche, non dovrebbe esserci solo quello di aumentare gli impieghi nei confronti delle aziende, ma anche di scontare le fatture dei crediti verso la Pa, con un particolare riguardo nei confronti delle piccole, che soffrono di più il credit crunch.<br />
Il punto di partenza della riflessione è un emendamento già presentato da Laura Ravetto, Pdl, che prevede l&#8217;obbligo per le amministrazioni pubbliche di fornire entro 20 giorni dalla richiesta dei creditori una certificazione di esigibilità del credito. Non si potrà ricorrere, invece, secondo Conte, alla Cassa depositi e prestiti, per non peggiorare l&#8217;indebitamento pubblico. Certo, l&#8217;impatto dell&#8217;emendamento sarà limitato rispetto all&#8217;entità dei crediti delle imprese, tenuto contro che complessivamente l&#8217;intervento di patrimonializzazione pubblica si aggira sui 15-20 miliardi di euro. «Ma si consentirebbe comunque di mettere in circolo una massa di liquidità consistente, che sarebbe una importante boccata d&#8217;ossigeno per le aziende», continua il presidente della Commissione Bilancio.</p>
<p>L&#8217;emendamento che si sta studiando si aggiungerebbe all&#8217;altro articolo del decreto che prevede l&#8217;intervento della Sace, la società pubblica che assicura le operazioni delle aziende all&#8217;estero. «Per noi è core business», dice l&#8217;amministratore delegato, Alessandro Castellano che già si è messo la lavoro per rendere operativa la norma al più presto. «Il ministero dell&#8217;Economia – continua – sta preparando rapidamente i decreti attuativi, appena li avremo potremo fissare i criteri in base ai quali far fronte ai crediti delle aziende».</p>
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		<title>Consulenza per aziende e organizzazioni sulla nuova legge per l’artigianato</title>
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		<comments>http://www.mondoimpresa.biz/?p=145#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Grillo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[La consigliera regionale Angela Motta (Pd) garantirà la consulenza informativa alle organizzazioni di categoria e alle singole aziende dell’Astigiano che vorranno approfondire la nuova legge sull’artigianato approvata all’unanimità, nei giorni scorsi, in Consiglio Regionale.
“I nuovi strumenti messi a disposizione dalla normativa – indica la consigliera - promuovono lo sviluppo del settore, in un momento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La consigliera regionale Angela Motta (Pd) garantirà la consulenza informativa alle organizzazioni di categoria e alle singole aziende dell’Astigiano che vorranno approfondire la nuova legge sull’artigianato approvata all’unanimità, nei giorni scorsi, in Consiglio Regionale.</p>
<p>“I nuovi strumenti messi a disposizione dalla normativa – indica la consigliera - promuovono lo sviluppo del settore, in un momento di crisi in cui il sostegno pubblico è ancora più urgente, confermando l’attenzione verso un comparto che, da solo, rappresenta un terzo delle imprese piemontesi e occupa il 16% dei lavoratori, in gran parte apprendisti”.<br />
<span id="more-145"></span><br />
Il nuovo provvedimento coglie parecchi obbiettivi: semplifica l’iter burocratico per l’acquisizione della qualifica di impresa artigiana, consentendola fin dalla dichiarazione di inizio attività; snellisce le strutture di regolamentazione e tutela del settore; dà maggiore attenzione all’artigianato artistico; coinvolge le associazioni di rappresentanza della categoria nel governo della materia. Inoltre, nell’ottica di tutelare e valorizzare sempre di più le imprese virtuose e i consumatori, viene istituito un sistema di verifica del mantenimento dei requisiti richiesti alle imprese che hanno ottenuto il marchio di “Eccellenza artigiana” o il titolo di “Maestro artigiano”.</p>
<p>La consulenza assicurata alle aziende e organizzazioni di settore sarà fornita gratuitamente nell’ufficio della consigliera, in via Morelli 24. E’ necessario prendere appuntamento ai numeri: 338.7819650/0141.351497.</p>
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